Piove, piove a dirotto. Questa coda d’inverno mi ha dato uno schiaffo profondo, insopportabile. Oggi ho anche la gola in fiamme, mi sento a terra, spossato, svogliato, senza energie. Chissà perché sento anche la mancanza di mia madre, del periodo prima che si ammalasse, quando eravamo ancora una famiglia. Mi mancano i ritmi, i rumori, i tempi della mia famiglia che non c’è più. Oggi sono riaffiorati ricordi, che a fatica ho cercato di sistemare. Mi vengono in mente le ore prima della cena, dove la giornata si spegneva, si accendevano le finestre delle case, si tirava il fiato e ci si preparava a stare insieme a tavola, per cena, magari senza parlare, ascoltando la TV. In quei momenti mi rendevo conto che facevo parte di qualcosa, che mi abbracciava, a volte forte, altre meno, dandomi un senso di protezione e completezza: la mia e solo mia famiglia. Mai avrei pensato che si frantumasse, sotto i colpi di una malattia tanto maledetta quanto normale. Un dolore che ha cambiato, fintanto che...